Recensione: “Vento e Flipper” di Haruki Murakami

Recensione: “Vento e Flipper” di Haruki Murakami

Scheda tecnica

Vento e Flipper

Autore: Haruki Murakami
Genere: Narrativa straniera
Editore: Einaudi
Data di uscita: 23/05/2017
Formato: Cartaceo
Anno pubblicazione: 1979/1980

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Trama

Un giorno, a ventinove anni, Murakami è allo stadio a guardare una partita di baseball quando, osservando la traiettoria della palla finire nel guantone di un giocatore, ha come un’illuminazione: lui, un giorno, diventerà uno scrittore. Tornato a casa, sul tavolo della cucina inizia a scrivere un romanzo e poi un altro ancora: Ascolta la canzone del vento e Flipper, che raccontano la storia di un ragazzo di vent’anni con la voglia sfrenata di scrivere un «romanzo bello». Nel frattempo, però, fuma, beve, pensa alle ragazze con cui in passato ha fatto l’amore. Le cataloga, le evoca. E chiacchiera con un suo amico, ancora più cinico e disilluso di lui, nella convinzione di poter trasformare la realtà con le parole. Ma l’età adulta è li ormai a un passo e il tempo non può fare sconti a nessuno.

Vento & Flipper sono i primi due romanzi o racconti se vogliamo essere precisi pubblicati dall’autore, collegati tra di loro in quanto narrano la storia di un unico personaggio in due fasi diverse della vita.

Inizialmente lo troviamo come studente universitario, mentre successivamente verranno narrate le vicende della sua vita adulta.

Fatto particolare è che il primo libro inizia con una spiegazione di come il personaggio durante una partita di baseball abbia avuto l’illuminazione di diventare scrittore e di come è stato e cos’è la scrittura per lui.

Solo in seguito è narrata la sua vita da studente all’università di Tokyo e la sua vita nella città natale durante il soggiorno estivo a bere birra con il suo amico il Sorcio, ragazzo ricco e perdigiorno.

Uno dei luoghi principali e più importanti è il bar del cinese Jay che fa da sfondo a varie vicende nei due libri: un punto d’approdo per i due amici in cerca di un loro posto nel mondo.

Nel secondo racconto, c’è la vita adulta in un’atmosfera decisamente surreale: il nostro protagonista è alle prese con il suo lavoro da traduttore e vive con due gemelle di cui non sa nulla.

Nella sua città sono rimasti invece il barista Jay e il suo amico Sorcio ancora statico, relegato a quel luogo che non gli procura cambiamenti. Neppure la storia con una donna in riva alla spiaggia presuppone un vero e proprio progresso nel personaggio. Indolente rispetto alla vita e al futuro, fino a che il pensiero di un cambiamento non sfiorerà la sua mente.

Fanno da sfondo alle vicende funerali a pannelli di controllo e la ricerca di un flipper ormai andato in disuso, ritroviamo così quelle pennellate surreali che l’autore è solito dare ai suoi scritti.

Nonostante si noti la scrittura ancora acerba del nostro autore che risulta quindi anche decisamente più lenta rispetto ad altre sue opere, si percepisce già in potenza quello che la sua scrittura diventerà nel corso degli anni come ce lo hanno dimostrato le sue opere successive.

– Sai, gli esseri umani sono terribilmente maldestri. Molto di più di quanto tu immagini.
Il Sorcio vuotò nel bicchiere la birra che restava nella lattina, e la bevve in un sorso.
– Non so che fare.
Jay annuì più volte.
– Non riesco a prendere una decisione.
– È l’impressione che mi hai dato, – disse Jay. Poi sorrise, sembrava stanco di parlare.
Il Sorcio si alzò lentamente, rimise il pacchetto e l’accendino in tasca. Sull’orologio era l’una passata.
– Buonanotte, – disse.
– ‘notte…- rispose Jay. – Ah, senti. Cammina adagio, e bevi molta acqua. Non so più chi l’abbia detto.
Il Sorcio gli sorrise, aprì la porta, salì le scale. I lampioni illuminavano a giorno la strada deserta. Il Sorcio si sedette sul guardrail e alzò gli occhi a osservare il cielo. Ma quanta acqua doveva bere, perché bastasse?, pensò.
– Vento & Flipper –

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Recensione: “Ragazzo, uomo e nemo” di Damiano Dario Ghiglino

Recensione: “Ragazzo, uomo e nemo” di Damiano Dario Ghiglino

Ragazzo, uomo e nemo

Autore: Damiano Dario Ghiglino
Genere: Narrativa contemporanea
Editore: Self Publishing
Data di uscita: 21/12/2020
Formato: Ebook
Anno pubblicazione: 2020

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Trama

Un ragazzo cammina portando con sé una valigia lungo le strade innevate di una città tedesca. Non sa da dove viene, né dove sta andando. Sa solo che si è lasciato il passato alle spalle perché è gay, è diverso.
Sarà così che Eric intraprenderà un lungo viaggio alla scoperta di sé rivelando, tra incontri inaspettati e interrogativi senza risposta, l’essenza di una vita che è tutte le vite.
Un romanzo cosmopolita, visionario, oscuro ma anche luminoso, sulla ricerca dell’identità attraverso le molteplici tappe dell’esistenza umana.

Ciao a tutti miei cari amici booklover, oggi vorrei parlarvi di una lettura che ho finito circa una settimana fa.

Nonostante sia passato un po’ di tempo non me la sono sentita subito di scrivere qualcosa, un po’ per via dei vari impegni e un po’ perché dovevo rielaborare le idee.

Eh sì perché il libro in questione non è solo la storia di un coming out, per cui non lo si può circoscrivere solo alla letteratura lgbt, ma è il racconto di un viaggio sia reale che metaforico che il nostro protagonista compie.

Un vagare da un posto ad un altro alla ricerca di sé che non fa altro che ricondurlo al punto di origine. Un punto di origine diverso, mutato come è mutato il nostro personaggio durante il viaggio.

Il procedere di questo ragazzo che diventa uomo per poi tornare nemo è raccontato con una scrittura decisamente straniante: non è facile per il lettore, infatti, immergersi immediatamente nelle vicende narrante e devo ammettere che all’inizio lo stile di scrittura l’ho trovato decisamente fastidioso.

Non ritengo, infatti che un bel libro debba per forza avere un tipo di scrittura di difficile comprensione, anzi a volte la semplicità del linguaggio rende ancora più bella la storia. Ciononostante procedendo nella lettura il modo di scrivere dell’autore mi è diventato ben presto familiare e anzi ammetto che ad un certo punto è risultato quasi calamitico, tanto che il mio giudizio si è completamente ribaltato.

La lettura mi ha trascinato talmente tanto che alla fine quando pensavo che fosse stato svelato anche l’ultimo tassello, la storia mi ha gabbato un’ultima volta. Le carte in tavola vengono nuovamente rimescolate dal genio creativo dell’autore che mette in gioco l’ultima chicca che lascia di nuovo di stucco il lettore eppure completamente appagato dalla lettura.

Un libro, quindi, in ultima analisi di cui consiglio assolutamente la lettura. E anche per oggi è tutto miei cari amici lettori… #staytuned!

Aveva ventinove anni, ne avrebbe compiuti trenta a breve, e non sapeva cosa fare della propria vita. Si trovava ad un punto di svolta e a un punto di stallo allo stesso tempo.
– Ragazzo, uomo e nemo –

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Recensione: “Cubalibre” di Maurizio Muccitelli

Recensione: “Cubalibre” di Maurizio Muccitelli

Cubalibre

Autore: Maurizio Muccitelli
Genere: Narrativa contemporanea
Editore: Morlacchi Editore
Data di uscita: 26/11/2019
Formato: Cartaceo
Anno pubblicazione: 2019

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Trama

Ambientato quasi interamente negli ultimi mesi dell’anno 2003 traL’Avana e una non meglio identificata città italiana, Cubalibre racconta la storia di Luca, insegnante precario poco più che trentenne, che nel mezzo di una delicata situazione sentimentale, riceve una proposta di insegnamento in una scuola italiana all’estero, a Cuba. La scelta di accettare l’incarico porterà il protagonista a vivere un’esperienza a diretto contatto con le contraddizioni del regime cubano di Fidel Castro, in una terra affascinante e piena di storia, nella quale l’incontro con Chiara lo porterà a mettere in discussione il suo modo di vivere e di pensare la relazione di coppia e la famiglia. Il romanzo, narrato in prima persona, tende a concentrarsi sulle emozioni di Luca, sulle sue riflessioni sul mondo della scuola, sulla politica, sulla vita, ma soprattutto sulle sue incapacità di gestire ed affrontare con serenità il susseguirsi degli eventi, mostrando fragilità e debolezze tipiche della natura umana.

Cubalibre è il libro di un autore esordiente, Maruzio Muccitelli, che ho conosciuto ad uno degli eventi del premio letterario Fulgineamente.

Il suo romanzo mi ha colpito subito, soprattutto perché ambientato a Cuba, paese che ho visitato qualche anno fa. È per questo motivo che ho deciso di leggerlo. Inoltre ad incuriosirmi era stata la trama incentrata sulla storia di questo insegnante precario che ha l’opportunità di andare ad insegnare all’estero.

Questi elementi e la scrittura particolarmente scorrevole lo hanno reso una piacevole lettura, soprattutto l’atmosfera cubana narrata nel libro mi ha riportato immediatamente in quei luoghi.

Li ho rivisti come se ci fossi stata non più tardi di ieri e questo mi ha fatto venire anche una leggera nostalgia oltre al fatto che è riuscito a farmi venire voglia di ritornarci, magari quando si potrà di nuovo viaggiare.

Ambientazione a parte la storia di Luca è molto interessante e permette il lettore di immedesimarsi nel suo personaggio è per questo motivo che ho trovato il libro molto piacevole.

Le avventure del nostro protagonista in realtà si incentrano più che altro sulla sua vita privata e se è pur vero che è sempre bello leggere di una bella storia d’amore, poiché l’amore forse è pur sempre uno degli argomenti di cui fa piacere sentir parlare resta il fatto che avrei preferito approfondire un po’ più l’aspetto della vita del nostro protagonista come insegnante all’estero.

Conoscere di più le sue perplessità sul cambiamento tra una classe italiana e una di un altro paese (nonostante composta da tutti italiani residenti a Cuba).

Immagino che le condizioni siano leggermente diverse e anche se nel libro l’approccio iniziale alla nuova scuola venga narrato mi sarebbe piaciuto leggere di più sull’argomento.

Ciononostante è una lettura che mi sento di consigliare, piacevole scorrevole e dalle atmosfere esotiche.

La mezz’ora trascorsa a bordo di quel taxi rimarrà uno dei ricordi più intensi della mia esperienza in terra cubana: la macchina corre veloce, con tutti i finestrini aperti e con la radio ad alto volume che suona una canzone dei “Buone Vista Social Club”, sotto il sole cocente, sorpassando sia a destra che a sinistra zigzagando, ogni tipo di veicolo.
– Cubalibre –

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Recensione: “Il sottile filo che ci unisce” di Stefania Enne

Recensione: “Il sottile filo che ci unisce” di Stefania Enne

Il sottile filo che ci unisce

Autore: Stefania Enne
Genere: Romance “boys love”
Editore: Independently published
Data di uscita: 7/12/2020
Formato: Ebook
Anno pubblicazione: 2020

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Trama

Aiden Miller è un bambino introverso e asociale, ha uno sguardo freddo e tagliente che ha il potere di sconvolgere e raggelare il cuore della persona a cui viene rivolto. Noah Campbell è un bambino solare e socievole, ha un sorriso dolce e rassicurante che resta impresso come un marchio indelebile scaldando il cuore della persona a cui viene donato. Aiden e Noah si incontrano in un caldo pomeriggio di settembre, nel giardino di una bellissima villa di campagna che ospita un orfanotrofio: è odio a prima vista. Ma il destino sembra aver scelto un percorso opposto al loro volere legandoli indissolubilmente attraverso un filo rosso. Il padre di Noah decide di diventare il tutore di Aiden dandogli la possibilità di vivere una vita completamente diversa da quella che il fato sembrava avergli riservato. In questo modo i due ragazzi saranno però costretti a vivere sotto lo stesso tetto. Riusciranno a far cadere le barriere che li dividono per avvicinarsi lentamente l’uno all’altro?

Ciao a tutti amici lettori, eccoci di nuovo qui con una nuova recensione fresca fresca di giornata. Il libro di cui vi parlo oggi è una collaborazione con un’autrice, Stefania Enne che ringrazio moltissimo perché mi ha dato la possibilità di leggere e recensire il suo libro.

La storia rientra nella categoria delle boys love. Un genere che prende avvio in oriente, infatti nel paese del Sol levante sono molto in voga – tra le ragazze soprattutto – i manga yaoi, cioè quei manga dove la storia d’amore è per l’appunto incentrata tra due ragazzi. Inoltre il racconto riprende anche la tradizione orientale, nata in Cina e poi esportata anche in Giappone del filo rosso che unirebbe sin dalla nascita due persone che sono destinate ad incontrarsi e ad amarsi.

Mi ha fatto molto piacere leggere questa storia, essendo un’appassionata del Giappone e di manga giapponesi compresi gli yaoi è stato veramente piacevole ritrovare questo tipo di storia in un romanzo.

Il bello di queste narrazioni è che non pongono tanto l’accento sulla tematica omossessuale, ma semplicemente sulla storia d’amore in sé. La stessa autrice nella premessa ci tiene a sottolineare che non intende indagare gli aspetti psicologici o sociali dell’omosessualità e ho trovato questo appunto molto importante perché permette al lettore anche poco avvezzo a storie di questo tipo di interfacciarsi con i personaggi e con le loro vicende sotto un’ottica diversa senza alcun tipo di pregiudizio.

La storia che ci viene raccontata pur incentrandosi sulla storia d’amore tra Noah e Aiden tocca in realtà varie tematiche e questo è stato uno degli elementi che me l’hanno fatta apprezzare. Vediamo per esempio il tema dell’abbandono e la solitudine nel personaggio di Aiden: orfano che viene accolto dalla famiglia di Noah e la sua lotta interiore per abbattere i demoni che si porta dietro e poter finalmente accettare che anche lui può essere felice. Un riscatto, quindi, nei confronti del suo passato che lui riesce a raggiungere solo nel momento in cui permette a se stesso di lasciarsi amare.

L’autrice ha costruito molto bene i suoi personaggi, soprattutto quelli secondari che si interfacciano con i nostri due protagonisti; personalmente io ho adorato tantissimo il personaggio di Julian, che ammetto essere tra tutti il mio preferito. Mi è piaciuto vedere la sua evoluzione nella storia e leggere delle sue vicissitudini in campo sentimentale anche se alcune sue scelte mi hanno fatto un po’ storcere il naso a volte, ma è proprio questo che me lo ha fatto amare ancora di più.

In conclusione posso dire che è una storia che merita sicuramente di essere letta, sia per la storia in sé che per la scrittura che è fluida ben dettagliata, non annoia e riesce a catturare l’attenzione del lettore e a farlo immergere nelle vicende dei nostri beniamini.

L’unica pecca che forse ho trovato e che mi sento di sottolineare è stata nei dialoghi iniziali. La storia, infatti, parte dal primo incontro dei due ragazzi quando sono ancora alle elementari: Noah ha 8 anni e Aiden 10 e già dai loro primi dialoghi ho trovato il modo di parlare dei due poco adatto alla loro età e questo non mi ha permesso subito di entrare appieno nella vicenda perché in quel frangente mi sono sembrati poco credibili o più precisamente a sembrarmi poco credibili sono stati i dialoghi non tanto i personaggi. Ovviamente questa è una mia opinione personale, comunque a partire già dal momento della loro preadolescenza quando hanno iniziato a frequentare le scuole medie e poi andando avanti la storia mi ha coinvolto sempre di più, per cui posso dire che è certamente un libro che consiglio di leggere e che mi è piaciuto molto.

«Gli amici si baciano.» rispose stupidamente Noah.
«E noi siamo amici?» rincarò la dose Aiden, «Non credo che siamo mai stati amici un solo giorno da quando ci conosciamo.»
– Il sottile filo che ci unisce –

#prodottofornitoda Stefania Enne

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Recensione: “Lei mi avrebbe detto sì” di Manuel Pomaro

Recensione: “Lei mi avrebbe detto sì” di Manuel Pomaro

Lei mi avrebbe detto sì

Autore: Manuel Pomaro
Genere: Narrativa Rosa
Editore: Independently published
Data di uscita: 14/02/2019
Formato: Ebook
Anno pubblicazione: 2019

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Trama

Miriam e Ascanio attraversano una crisi di coppia. La donna intreccia una relazione con Pablo, un cuoco che organizza cene emozionali. Ascanio scopre il tradimento e prepara un’atroce vendetta. Lauren sta cercando di allontanarsi da una relazione satura. Un incontro a Capodanno la indurrà a credere che ciò sarà possibile, ma gli strascichi del precedente rapporto potrebbero minare il suo tentativo di tornare ad amare. È giusto credere che in prossimità di eventi catastrofici nascano le migliori storie d’amore? Può una proposta di matrimonio portare allo stesso tempo gioia e disperazione?

Ciao amici lettori, eccomi qui con una nuova recensione. Il libro in questione mi è stato mandato dall’autore Manuel Pomaro che ringrazio molto per la copia e per avermi permesso di leggere il suo lavoro.

L’ho finito da un po’ ma ho aspettato un po’ prima di scrivere qualcosa, un po’ per via delle feste di Natale e un po’ perché volevo elaborare bene il mio pensiero prima di scrivere.

La storia che ci presenta l’autore è incentrata sul rapporto di coppia: vediamo varie coppie nel libro, ma la storia d’amore principale riguarda Ascanio deluso dal tradimento della sua ragazza Miriam e in cerca di un altro amore che lo renda felice.

A far capolino nella sua vita sarà Lauren, ragazza alquanto particolare con un rapporto tossico alle spalle che non sembra affatto concluso e che creerà non pochi problemi ad Ascanio e alla nascita di questo nuovo rapporto.

Questi gli eventi principali della storia, eventi che personalmente, pur non essendo il genere che leggo di più in assoluto mi hanno spinto a continuare la lettura perché mi hanno incuriosito a tal punto da proseguire e direi che questo è senz’altro un punto a vantaggio della storia.

Ciononostante come la maggior parte delle storie anche questa ha i suoi punti di forza e quelli di debolezza: ho decisamente apprezzato infatti la scelta dell’autore di raccontare l’amore di coppia in modo realistico, senza i fronzoli delle migliori commedie d’amore che tanto ci fanno sognare.

La storia è un vero e proprio spaccato di vita, dove il rapporto di coppia non è idealizzato, ma ha i suoi alti e bassi come nella vita di ognuno di noi. I personaggi scivolano negli errori, ma tentano comunque di rialzarsi dalle delusioni e dai fallimenti.

Veniamo ora a quelli che ho percepito come punti di debolezza. In tutta sincerità seppur curiosa di proseguire la lettura per sapere cosa sarebbe successo ai nostri protagonisti non sono rimasta totalmente coinvolta dalla narrazione e questo non perché la storia sia stata troppo veloce da non permettermi di avere tempo ad empatizzare con i personaggi.

È vero che si tratta di un romanzo breve, ma non ho trovato per questo buchi di trama o passaggi descritti in maniera troppo veloce; eppure qualcosa è mancato alla storia affinché ne rimanessi veramente coinvolta: un approfondimento psicologico dei personaggi, soprattutto di quelli secondari.

Le vicende che accadono ad Ascanio e al suo gruppo di amici li cambiano ed è evidente, ma questo cambiamento emerge a mio parere in modo un po’ troppo superficiale. Per farvi un esempio senza fare troppi spoiler, a Miriam ex di Ascanio capiterà qualcosa che le lascerà un segno, ma l’evoluzione sebbene dopo quel particolare evento ci sia stata non viene a mio parere trattata con la giusta rilevanza.

Ciononostante si riesce tranquillamente ad entrare a far parte del mondo dei personaggi ed empatizzare con loro e le loro scelte, ma avrei comunque preferito un po’ più di approfondimento.

È comunque una lettura che mi sento di consigliare, specialmente agli appassionati di questo genere narrativo.

Perché è in prossimità di eventi catastrofici che nascono le migliori storie d’amore
– Lei mi avrebbe detto sì –

#prodottofornitoda Manuel Pomaro

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